Monica Catto e gli inquieti scenari di “Urban Impact”. 

Monica Catto, tra gli artisti italiani contemporanei più significativi, soprattutto per la sua grande capacità di mettersi in discussione e ricercare a tutto campo nuove soluzioni, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico-formale della sua pittura, sia per i soggetti presi in considerazione, si è evoluta artisticamente in pochi anni da un intenso e piacevole figurativo paesaggistico e ritrattistico a una sorta di singolare figurativo-informale denso di simbolismo e concettualmente più impegnativo.

Di questa nuova e fresca ventata creativa fanno parte le opere del ciclo “Urban Impact”, una serie di forti e asciutte vedute delle nostre metropoli con tutto il loro fascino e i loro trabocchetti, come dice la stessa artista, negli ultimi anni contesa da importanti gallerie di Venezia e Firenze, “la città, una metropoli che incombe sull’uomo ma che lui desidera dominare. La città come una fabbrica di significati in grado di giustificare il passato e di plasmare il futuro”.

In questa ottica si inseriscono opere come “City b&w”, due speculari prospettive dello stesso skyline urbano, che si manifesta in modo duale, con la luce e il buio, il bene e il male, la vita e la morte, la realizzazione e la distruzione, come simboleggiato dai puntini attorno alla città, o lavori come “City apocalittica” e “Last light”, visioni futuriste post apocalittiche della catastrofe causata dall’uomo, o ancora “Move without moving”, con la difficoltà del vivere quotidiano verso sbocchi esistenziali positivi rappresentata da tanti isolati riquadri/finestrelle con sovrapposti cerchi in movimento e punti al loro interno, simboli di rinascita, il tutto dai colori caldi della terra e altri con le varie sfumature dell’acqua che richiamano Venezia, punto di partenza di un nuovo inizio.

Un’interessante e intensa narrazione artistica dei tempi che viviamo, quella di Monica Catto, dagli scenari insieme inquietanti e incoraggianti, ma sempre con un ideale punto-luce in fondo alla strada

Silvano Valentini

Critico d’arte

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